Genova: bocciato O.d.G contro la cementificazione e alluvioni

Ricevo e inoltro. Senza parole.

Odg sugli interventi anticementificatori per diminuire il rischio di alluvioni, bocciato dal consiglio comunale di Genova Contrari: PD, IDV. Favorevoli: Prc, Gruppo Misto, Sel. Astenuti: Pdl, Altra Genova, Udc nella seduta del 10.11.11.

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLA DISCUSSIONE RELATIVA AGLI EVENTI ALLUVIONALI DEL 4 NOVEMBRE 2011

Il Consiglio Comunale di Genova,

Considerato l’impatto che l’alluvione di venerdi 4 novembre 2011 ha avuto su ampie parti del territorio genovese e, in particolare, la morte di 6 persone;
Premesso che il territorio così come la natura e la storia l’hanno consegnato a noi, è un patrimonio che va amministrato con la massima saggezza sapendo che è un bene limitato, che non è riproducibile.
La sottrazione di anche un solo metro quadrato può significare lo stavolgimento dell’assetto idraulico e l’aumento dei rischi per le persone, oltre al danneggiamento del paesaggio;
Considerato che “costruire sul costruito” deve significare fermare il consumo di territorio, senza aumentare il carico insediativo e di urbanizzazioni primarie e secondarie, in zone già densamente popolate;
Tenuto conto del cambiamento climatico in atto che comporta precipitazioni intense frequenti, e della necessità di affrontare la sicurezza idrogeologica in maniera completa, sia con misure strutturali che non strutturali, come:

Manutenzione dei corsi e dei versanti
Riqualificazione del patrimonio forestale
Vincoli urbanistici, assicurazioni, prevenzione e protezione civile
La rinaturalizzazione dei rii, compresi i loro versanti, permettendo la creazione di aree golenali, aumentando la capacità di ritenzione delle acque e la dissipazione dell’energia per ridurre il rischio idrogeologico più a valle,come stanno facendo da anni sulla Loira, in Francia, sulla Drava in Austria o sul Reno in Germania
Aumento di territorio permeabile
Demolizione di strutture in argine

impegna la Sindaco e la Giunta a: Continua a leggere

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Flash: a situação italiana nos últimos dias

O país está passando por um ataque especulativo que impõe aceleração de medidas econômicas de estabilização e a saida de Berlusconi. O spread alcança a quota histórica de mais de 570.
O pacote econômico imposto por BCE/FMI à Italia prevê intervenção nas cidades que não privatizarão serviços essenciais como transporte e lixo. Berlusconi anunciou que sairá logo depois da votação das medidas no parlamento prevista ainda para esta semana. Desse modo de um lado deixa a oposição na obrigação de votar medidas terríveis para o tal bem do país e da Europa (leia-se bancos franceses e alemães), do outro poderá declarar que saiu deixando como último ato a salvação da Itália.
Delineia-se um governo provisório tecnico, liderado por Mario Monti, economista de origem liberal e ex-Comissário europeu (1994-2004)), muito ligado ao ex premier Romano Prodi.
No meio tempo chegará na Itália a delegação do FMI com a tarefa de “monitorar” o país.
Christine Lagarde, neo-presidenta do FMI, declara que serve clareza política para sair da instabilidade.
O primeiro objetivo imposto é abaixar a dívida a 113% do Pib entre o ano de 2014.
Em junho de 2011 a dívida pública italiana era de 1901 bilhões de euros, equivalente a 122% do Pib.

Aqui o texto (correto) integral em italiano das medidas: maxiemendamento

Assedio al referendum. Le mani sull’oro blu

Così le lobby economiche e politiche provano a sovvertire il responso popolare e fermano il voto sull’acqua pubblica Ecco come agiscono multinazionali e privati nelle società pubbliche di gestione idrica

di Andrea Palladino

«Non mi aspetto che il risultato dei referendum sull’acqua abbia un impatto sulla nostra strategia idrica in Italia». Francois Cirelli, amministratore delegato del gruppo Suez in Italia, di dichiarazioni non ne ha mai rilasciate moltissime. In lui si racchiude tutta la Francia della grandeur capitalista, ad iniziare dalla sua formazione nella École nationale d’administration, la vera culla del sistema economico d’oltralpe. Si deve a lui buona parte della riuscita della fusione della multinazionale dell’acqua e dei servizi ambientali Suez – ex Compagnie Générale des Eaux – con il colosso energetico Gdf. Per quattro anni è stato ai vertici della direzione generale del Tesoro, per poi passare, nel 1989, al Fondo monetario internazionale. Di finanza e di privatizzazioni, dunque, Cirelli se ne intende.
Le sue parole piene di understatement pronunciate pochi giorni prima del voto del 12 e 13 giugno oggi suonano cupe e profetiche. In fondo per le grandi multinazionali cosa è cambiato? Una domanda che sta riaprendo il cammino di lotta del movimento per l’acqua pubblica, pronto a riapparire nelle piazze il prossimo 26 novembre.

Il paese del Gattopardo
Proviamo a ribaltare la domanda, partendo da chi ha espresso il voto, dai 27 milioni di cittadini che domenica 12 e lunedì 13 giugno, sfidando ogni aspettativa, hanno permesso il raggiungimento storico del quorum. Cosa è cambiato per loro, per noi, in questi quattro mesi? Continua a leggere