Per iniziare a capire lo impeachment lampo di Fernando Lugo in Paraguay

Per iniziare a capire lo impeachment lampo di Fernando Lugo:

Monsanto golpea en Paraguay: Los muertos de Curuguaty y el juicio político a Lugo

Di Idilio Mendez Grimaldi (*)

Este artículo escrito unas horas antes del derrocamiento de Fernando Lugo en Paraguay. Idilio Méndez explica las claves detrás del complot político en un país acosado por la agroindustria y con una clase política al servicio de sus intereses.

El parlamento a favor del juicio político. Imagen: telesurtv.net.
¿Quienes están detrás de esta trama tan siniestra? Los propulsores de una ideología que promueven el máximo beneficio económico a cualquier precio y cuanto más, mejor, ahora y en el futuro.
El viernes 15 de junio de 2012, un grupo de policías que iba a cumplir una orden de desalojo en el departamento de Canindeyú en la frontera con Brasil, fue emboscado por francotiradores, mezclados con campesinos que reclamaban tierras para sobrevivir. La orden fue dada por un juez y una fiscala para proteger a un latifundista. Como resultado se tuvo 17 muertos; 6 policías y 11 campesinos y decenas de heridos graves. Las consecuencias: El laxo y timorato gobierno de Fernando Lugo quedó con debilidad ascendente y extrema, cada vez más derechizado, a punto de ser llevado a juicio político por un Congreso dominado por la derecha; duro revés a la izquierda, a las organizaciones sociales y campesinas, acusadas por la oligarquía terrateniente de instigar a los campesinos; avance del agronegocio extractivista de manos de las transnacionales como Monsanto, mediante la persecución a los campesinos y el arrebato de sus tierras y, finalmente, la instalación de una cómoda platea para la los oligarcas y los partidos de derecha para su retorno triunfal en las elecciones de 2013 al Poder Ejecutivo. Continua a leggere

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Flash mob: bacio… libera tutti!

Un bacio – ma cos’è poi un bacio?
Un giuramento un pò più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un’apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dll’anima!
Cyrano De Bergerac (Edmond Rostand)

Il 29 giugno a Piazza Cairoli (Velletri) realizziamo un flash mob per la libertà di amarci.

L’iniziativa è nata da un gruppo variegato di amici dopo la notizia sull’aggressione che hanno subito due ragazze lesbiche in un locale della città.

Volevamo fare qualcosa che fosse diverso dalle forme “tradizionali” di manifestazione. Da questo è nata l’idea di un evento, una dimostrazione collettiva di affetto. Una manifestazione gioiosa, soprattutto senza aggressione, senza “caccia alle streghe”, senza processi.

Ed è tutto molto semplice: Continua a leggere

Il movimento per l’acqua e la lebbra di Braulino

Braulino arriva insieme ad un gruppo di persone. Sembra aver tra i 60 e 70 anni ma l’età, in certe parti del mondo, è difficile da capire. Il sole, la vita di stenti e di lavoro, le sofferenze lasciano segni, solchi sul viso, mappe scolpite dalla violenza brasiliana.
Ha un sorriso mansueto e negli occhi quel misto di gentilezza, timidezza e una certa malinconia tipico dell’Amazzonia.
Il cappello di paglia, più comune ai pescatori dell’interno, stona in quella periferia di Manaus asciutta, spoglia, poverissima. E non riesce a proteggerlo dal sole tropicale che picchia forte già dal primo mattino.
E’ magro Braulino ma ha braccia forti. Da vicino è ancora più piccolo, lui e la stampella in un equilibrio ormai simbiotico.
Ci fa accomodare nella sede della associazione comunitaria. Una stanza dalle pareti spoglie, con il grigio cemento vivo. Ci racconta dei pozzi che gestiscono nel loro quartiere. A Manaus, sapete, nonostante stia sulla riva del Rio Negro, l’acqua non raggiunge la periferia in permanente espansione. Le tubature sono in gran parte ancora quelle posate dagli inglesi più di cent’anni fa, in pieno boom del caucciù. Quella periferia che cresce incessantemente verso la foresta perciò è puntellata da pozzi artesiani.
Braulino ci racconta di prima quando la gestione idrica era pubblica e la manutenzione,  la sostituzione delle pompe era fatta per la Cosama. Dopo la privatizzazione e l’arrivo della Suez, con il nome di Águas do Amazonas, la nuova azienda ha offerto lo stesso servizio ma in cambio la comunità doveva rinunciare alla gestione dei pozzi.
“Come potevo permetterlo?” ci chiede Braulino. ” Aguas do Amazonas non regala nulla a nessuno: se non paghi ti taglia l’acqua. Da noi le famiglie pagano la bolletta quando possono e i soldi servono tutti per la manutenzione di queste pompe ormai vecchie. C’è la disoccupazione, le malattie, non potevamo dare a loro i nostri pozzi”.
Già, le malattie.
Braulino è lebbroso. La sua è una comunità costituita soprattutto di malati del Mal di Hansen e dei loro figli. Un morbo arrivato in Amazzonia attraverso gli europei e che ha costretto alla segregazione migliaia di persone al lungo della storia amazonense, diventando endemico. Continua a leggere