Roma, il primo dell’anno incatenati sui tralicci contro la discarica di Monti dell’Ortaccio

“UE help”, Europa, aiuto. E’ quanto si legge in uno striscione messo su un traliccio dell’alta tensione da alcuni residenti nella zona di Monti dell’Ortaccio all’alba del primo giorno del 2013.
Hanno montato una tenda, si sono incatenati e oramai guardano verso l’Europa come possibilità estrema contro la costruzione della nuova discarica di Roma.
Stipati tra Malagrotta, l’inceneritore dei rifiuti ospedalieri, gli impianti delle raffinerie e il gassificatore del gruppo Cerroni i cittadini di quel territorio sono le prime vittime della più grande discarica d’Europa.
Loro denunciano le tante morte, le malattie, le case che perdono valore, l’economia agricola in ginocchio, il territorio distrutto dal più grande business del secolo, la monnezza.
Qui la politica è da sempre sottomessa agli interessi di Manlio Cerroni, ovvero “Il Supremo”, come è definito in alcune intercettazioni telefoniche. Sotto di lui c’è una schiera di politici che, trasversalmente, non si sono mai messi contro i suoi interessi miliardari.
“Ribellione eterna” si leggeva questa mattina sui cartelli piantati davanti alle cave di Monti dell’Ortaccio.
Il “patto”, se mai c’è stato, tra cittadini e la politica al servizio del potere, sembra essersi rotto.


foto di Astrid Lima

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