GIORNALISTI, CGIL CISL UIL: “UN EQUO COMPENSO CHE CELA SFRUTTAMENTO LEGALIZZATO”

 

Roma, 26 giugno 2014 – “Un equo compenso che cela sfruttamento legalizzato”. È quanto dichiarano in una nota FeLSA CISL, NIdiL CGIL, UIL Tem.p@ in merito alla delibera attuativa della legge sull’equo compenso dei giornalisti approvata nei giorni scorsi, che fissa in 250 euro lordi la retribuzione mensile per un collaboratore.
“Si tratta di cifre – proseguono i sindacati – ben al di sotto dei minimi stabiliti da qualsiasi contratto collettivo nazionale, e dunque in contrasto con quanto stabilito nella legge 92/12, secondo la quale la retribuzione minima dei collaboratori deve corrispondere con quanto stabilito dalla contrattazione per i lavoratori dipendenti”.
“L’accordo raggiunto sull’equo compenso – proseguono le organizzazioni sindacali – delibera un tariffario minimo per autonomi e precari che lede la dignità dei lavoratori, il principio di equità e lo stesso diritto all’informazione”.
I sindacati chiedono al governo di ritirare la delibera attuativa della legge sull’equo compenso affinché, nel rispetto dello spirito della legge stessa, ai collaboratori dell’informazione venga garantito un compenso realmente equo e dignitoso.

 

Ccnl giornalisti: Nidil, equo compenso cela sfruttamento legalizzato

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