Roma, il primo dell’anno incatenati sui tralicci contro la discarica di Monti dell’Ortaccio

“UE help”, Europa, aiuto. E’ quanto si legge in uno striscione messo su un traliccio dell’alta tensione da alcuni residenti nella zona di Monti dell’Ortaccio all’alba del primo giorno del 2013.
Hanno montato una tenda, si sono incatenati e oramai guardano verso l’Europa come possibilità estrema contro la costruzione della nuova discarica di Roma.
Stipati tra Malagrotta, l’inceneritore dei rifiuti ospedalieri, gli impianti delle raffinerie e il gassificatore del gruppo Cerroni i cittadini di quel territorio sono le prime vittime della più grande discarica d’Europa.
Loro denunciano le tante morte, le malattie, le case che perdono valore, l’economia agricola in ginocchio, il territorio distrutto dal più grande business del secolo, la monnezza.
Qui la politica è da sempre sottomessa agli interessi di Manlio Cerroni, ovvero “Il Supremo”, come è definito in alcune intercettazioni telefoniche. Sotto di lui c’è una schiera di politici che, trasversalmente, non si sono mai messi contro i suoi interessi miliardari.
“Ribellione eterna” si leggeva questa mattina sui cartelli piantati davanti alle cave di Monti dell’Ortaccio.
Il “patto”, se mai c’è stato, tra cittadini e la politica al servizio del potere, sembra essersi rotto.


foto di Astrid Lima

Epurato il circolo Legambiente di Perugia. Nel Lazio invece ricevono finanziamenti dalla Lista Polverini


Più Lega, meno Ambiente.
Già, il direttivo nazionale di Legambiente ha deciso di epurare le mele marce perugine. A quanto pare per divergenze di idee riguardo rifiuti zero e biomasse.
E mentre a Perugia un Circolo viene sciolto, nel Lazio Legambiente non sembra avere problemi a collaborare con la Lista Polverini, nota ambientalista e valorosa sostenitrice del “Piano Casa”. Infatti nell’elenco di finanziamenti della Lista Polverini, alla pagina 5, appena sotto l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme leggiamo che in data 01/07/11 è stato dato a Legambiente 3.500 euro per “Organizzazione evento per diffusione attività del Gruppo LP”:

Finanziamento Lista Polverini

Vi posto il comunicato stampa dell’ex Circolo di Legambiente di Perugia. Continua a leggere

Borgo Montello, la discarica incubo di Latina “Gestita” in passato da Gomorra

O vídeo foi produzido em co-autoria. Estava sentindo saudade de voltar a conta histórias.
Publicato na versão online do jornal italiano Il Fatto Quotidiano.

Borgo Montello, la discarica incubo di Latina “Gestita” in passato da Gomorra

L’invaso della città laziale è gestito dalla Provincia e serve allo smaltimento dei rifiuti del pontino e dintorni. “Incriminata” più volte in passato come principale causa dell’inquinamento delle falde acquifere. Ora dopo oltre 20 anni la Regione dovrà chiarire anche se sotto tonnellate di mondezza sono sepolti fusti tossici, sotterrati lì dai casalesi

La tenda nel suo giardino Carla non l’ha mai voluta smontare. E’ rimasta tra le piante curate e il gazebo per un intero anno. Di fronte al suo cancello di casa, appena attraversata la strada, l’immenso ventre della discarica di Borgo Montello rilascia l’odore nauseabondo, acre, insopportabile anche la domenica, quando i cancelli sono chiusi. Così avviene da trent’anni nella terra della bonifica e dei contadini veneti, della camorra che punta a Roma e dei silenzi sui traffici più immondi. Qualche giorno fa Carmine Schiavone – collaboratore di giustizia del processo Spartacus contro il cartello dei casalesi – ha voluto ricordare perché dalla provincia di Caserta si puntava su questo lembo di terra a settanta chilometri da Roma, alle porte di Latina: lì buttavamo anche rifiuti radioattivi, ha raccontato al quotidiano Il Tempo. “Era una nostra zona”, aveva già dichiarato fin dal 1993. Continua a leggere

Fukushima nivel 7: Esta vez no fue culpa del comunismo

Nuclear

Image credit: truthout.org, used under Creative Commons license.

di Carlos Bravo

El Gobierno japonés acaba de dar nuevamente su brazo a torcer y, a la luz de evidencias ya incontestables, ha tenido que reconocer que el accidente nuclear de Fukushima es aún más grave de lo que afirmaba y por ello ha elevado la clasificación del accidente en la Escala Internacional de Sucesos Nucleares (INES) de nivel 5 a nivel 7, como el de Chernóbil.

Con esta decisión cae por los suelos otro tópico de la industria nuclear, el que un accidente de nivel 7 no podría darse en reactores de diseño occidental. Para el lobby nuclear, la culpa de la catástrofe de Chernóbil de 1986 era del sistema comunista y de sus inseguros reactores, pero eso nunca podría pasar en nuestro bien organizado mundo nuclear occidental. Ya se ve que también eso era una burda mentira.

De hecho, el accidente de nivel 7 (INES 7) de Fukushima demuestra claramente que los actuales estándares de seguridad en el mundo occidental son absolutamente inadecuados. Es obvio que este accidente va a tener enormes consecuencias negativas para la industria nuclear a escala mundial. A la vista de estos hechos, el Gobierno socialista de Zapatero haría bien en cerrar inmediatamente las centrales nucleares de Garoña y Cofrentes, que son reactores de agua en ebullición General Electric del mismo diseño que las siniestradas en Fukushima.
Segue su Greenpeace España

Fukushima come Chernobyl

Il governo giapponese ha finalmente dichiarato quello che il mondo intero già sapeva. Per arrivare a farlo vuol dire che è MOLTO peggio di Chernobyl.
La scelta di un testo in spagnolo non è casuale. La stampa spagnola è più ricca di informazioni e ha un atteggiamento in generale molto meno acritico verso il disastro di Fukushima rispetto la stampa tradizionale italiana.

Da El Pais
di Rafael Méndez

Japón ha tardado un mes en admitir la realidad del accidente de Fukushima. Esta madruagada, el Gobierno de Tokio ha admitido que el desastre merece un 7 en la escala de sucesos nucleares (en la escala internacional del 0 al 7 de accidentes nucleares INES, por sus siglas en inglés) debido a los altos niveles de radiación detectados tras las fugas de la central. El salto de 5 a 7, sitúa el accidente en el nivel de Chernóbil ocurrido hace 25 años, el único precedente. La Agencia de Seguridad Nuclear japonesa (NISA) ha admitido el cambio de nivel porque la emisión de yodo radiactivo ha sido de decenas de miles de terabequerelios, un nivel que ha considerado como un 10% de la emisión de Chernóbil.
Fukushima no es un “accidente sin impacto significativo”, como declaró Tokio durante semanas; tampoco es un “accidente con riesgo fuera del emplazamiento”, como mantuvo durante un mes. Fukushima es “un accidente grave”, un nivel siete. Los expertos internacionales insistían desde hace semanas en que el accidente debía ser calificado, como mínimo, como un nivel 6 en la escala internacional INES (que va de 0 a 7). Hasta ayer, Japón aún mantenía el nivel 5, similar al accidente de Harrisburg (Estados Unidos, 1979) en el que apenas hubo escape.
Pese a elevar la gravedad, NISA ha insistido en separar el accidente del de Chernóbil: “Hay muchas diferencias”, señaló el portavoz de NISA, entre ellas que aún se puede trabajar junto a la central nuclear o que la emisión al exterior es significativamente menor. La estimación de que lo emitido por Fukushima es un 10% de Chernóbil ya la dio el instituto de radiología francés el 24 de marzo.
El organismo de control japonés ha dicho además que sus cálculos preliminares señalan que la cantidad de exposición externa a la radiación de Fukushima ha alcanzado el límite anual de un milisievert en zonas situadas a más de 60 kilómetros al noroeste de la planta y a unos 40 kilómetros en dirección suroeste. En el radio de 20 kilómetros de zona de exclusión, ampliado ayer por el Gobierno, la cantidad de radiación varía de uno a 100 milisieverts por hora, mientras que en la zona comprendida entre los 20 y los 30 kilómetros de la central, la cantidad se reduce a niveles inferiores a 50 milisieverts.
Ampliación de la zona de exclusión segue su El pais

Greenreport. Rapporto confidenziale Usa su Fukushima: passi falsi e nuovi pericoli

7 Aprile . Informazioni che non escono nella stampa tradizionale italiana:

LIVORNO Ieri il New York Times ha pubblicato in prima pagina un articolo (U.S. Sees Array of New Threats at Japan’s Nuclear Plant) che svela i contenuti di un “confidential assessment”, ancora inedito della Nuclear regulatory commission (Nrc) per il governo Usa sulla situazione nella centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi che «Rimane estremamente grave», e che afferma che alcune delle misure prese dalla Tepco e dal governo di Tokyo «Hanno causato ripercussioni impreviste e nuovi problemi, in particolare per quanto riguarda gli interventi effettuati nei “contenimenti” dei reattori che «Mettono in dubbio la loro capacità di resistere alle scosse di terremoto di assestamento del terremoto». Quel che preoccupa gli americani sono soprattutto le esplosioni di idrogeno verificatesi nella centrale.

Il documento, che è stato preparato dal Reactor safety team della Nrc che sta collaborando con il governo giapponese e la Tokyo Electric Power Company (Tepco), si basa sui «Più recenti dati disponibili» di numerose organizzazioni giapponesi ed americane, inclusi quelli delle imprese nucleari, del Japan atomic industrial forum, del Dipartimento dell’energia Usa, di General Electric, dell’Electric power research institute e di Ong indipendenti». Il rapporto confidenziale contiene valutazioni dettagliate per ciascuno dei 6 reattori di Fukushima Daiichi con raccomandazioni per gli interventi da fare. Continua a leggere

7 aprile. La “grande” stampa italiana online tace su Fukushima

Impressionante.  Oggi, 7 aprile, i principali giornali italiani nelle loro edizioni online  hanno pubblicato poca o nessuna nuova informazione sul disastro nucleare di Fukushima. Per trovare reportage, approfondimenti è necessario fare il giro del mondo. E’ da qualche giorno che le notizie ormai sono latitanti nelle prime pagine della “grande” stampa italiana. Proprio per questo – e per la sacra necessità di sapere – inizierò a postare ogni giorno notizie sul disastro di Fukushima.
Aggiornamento: la scossa di magnitudo 7.4 ha “mosso” la stampa. Loro malgrado.

Ecco cosa dice “El Mondo

¿Qué hacer con los 57 millones de litros de agua radiactiva de Fukushima?

57 millones de litros de agua radiactiva se acumulan en la central de Fukushima a los que cada día se suman cientos de litros que los trabajadores de la planta vierten sobre los reactores en su intento por enfriar su núcleos.

Pero, ¿qué se puede hacer con ellos? Después de que los técnicos lograran este miércoles cerrar la fuga por la que se estaban filtrando litros de este agua al mar, el problema que se plantea ahora en Fukushima es dónde van a ir parar los que se siguen acumulando.

Según publica el diario ‘Los Angeles Times’, el agua que se utiliza para tratar de enfriar los reactores y las peligrosas barras de combustible se está filtrando a través de fisuras dentro de la planta, a través de túneles y pasadizos de los niveles más bajos, donde se está acumulando un mar de residuos letales.

El problema: nadie sabe qué hacer con ellos. “No hay ningún precedente similar a esto que pueda ayudar a buscar una solución”, asegura al diario Robert Álvarez, ex secretario adjunto del Departamento de Energía de EEUU.

El alto nivel de sustancias radiactivas en el agua tendrá que ser almacenado de forma segura, procesadas y solidificadas. Un trabajo que los expertos afirman que casi seguro se tendrá que realizar en un complejo especialmente diseñado para ello. Además, el proceso de limpiar el agua podría tardar muchos años, incluso décadas y el coste podría llegar a las decenas de miles de millones de dólares.

El problema inmediato al que enfrenta a los japoneses es cómo almacenar todo este agua, teniendo en cuenta que tanques de almacenamiento están casi llenos. Continua a leggere